venerdì 6 ottobre 2017

C'è lana e lana .... i filati più belli che ho avuto occasione di lavorare.

Quando inizi a fare a maglia ogni filato è buono, nel senso che non hai le conoscenze ne l'esperienza per riuscire a distinguere un vero "buon filato" da uno mediocre.

All'inizio tutte siamo attirate dai filati fantasia, le fettucce, quello a pallini, quello grosso tutto variopinto, buoni prevalentemente solo per fare sciarpe e quando si inizia a capire la differenza immancabilmente ci si sente stupide ad averli acquistati.
Poi si passa alla fase "acrilico si o acrilico no".
Al principio non si riesce a capire perché tutti ce l'hanno con l'acrilico quando ci sono molti filati belli che ne contengono e sono anche piacevoli da lavorare... finché arriva il fatidico momento, la knitter entusiasta prende in mano un vero bel filato, quello che più lo tocchi e più lo toccheresti e che, anche se ci sono 30 gradi all'ombra, non riesci a non lavorare.

In quell'istante tutto ciò che è stato prima scompare e la knitter inizia a vivere un periodo di vero amore per i filati. Ed è finita! Perché inizierà a volerne sempre di più ed a riempire armadi, cassetti, cassepanche di lana, rischierà il divorzio, i figli la ripudieranno... a parte gli scherzi, davvero si farà fatica a resistere all'acquisto compulsivo.
Ma stavolta sarà un acquisto consapevole e ben motivato. Meglio 200 gr di pura merino piuttosto che 5 Kg di filato plasticoso.

Io per voi, per venirvi in aiuto e per farmi odiare dai vostri mariti e compagni, voglio qui elencarvi i filati più belli che ho avuto occasione di lavorare in questi anni.


Il mio primo amore è stato per Rowan e i suoi filati. Ben presto però ho smesso di amarli perché in commercio ce ne sono di molto più belli a costi inferiori.
Però voglio segnalare la Rowan Cocoon che secondo me è la più bella lana mista a mohair in commercio.
E' morbida e calda, soffice, pelosa e ottima per cappelli e sciarpe o cappottini.


Un trend che adoro è Shilasdair. Made in Scozia, isole Skye. Lane speciali tinte a mano in calderone con prodotti naturali autoctoni.
La Luxury Dk con cammello è davvero sorprendente. Ruvida al tatto e molto calda per quanto sottile. Lascia sulla pelle l'aroma del componente usato per la tintura e una volta lavata si gonfia e ammorbidisce.
Occhio al primo lavaggio però, da tinta a mano che è, tenderà a lasciarvi l'acqua coloratissima.

Senza dubbio uno dei brand che vale la pena acquistare è Malabrigo. I colori sono brillanti, con personalità e variano da bagno a bagno. La gamma di spessori è davvero ampia, dal lace al super bulky. Prevalentemente si tratta di merino. pura o mescolata con altre fibre (alpaca, seta).
Mentre la lavori pensi solo a quanto sia morbida, definita, piacevole e ti inebri nell'intensità dei suoi colori e delle sfumature.
Bella! 

Ora salgo verso il top.
Intramontabile Madelinetosh, dall'america con passione.
Un filato spettacolare, definito, morbido, colori pazzeschi. Lo tocchi, lo annusi, lo accarezzi e ti piace, non puoi farne a meno. Il prezzo è alto ma la qualità si sente ad ogni punto.

Non è un must come Madelinetosh ma piano piano ci sta arrivando e lo sta facendo nel modo più spettacolare in assoluto: Hedgehog Fibres. Il filato è bello ma è il colore a fare la differenza. Beata tinge a mano con delle "ricette" tutte sue e difficilmente riproducibili. I colori sono delle vere esplosioni d'arte e ad ogni bagno cambiano un po'. Unica pecca: il sito internet. I colori delle matasse risultano sfalsati di molto rispetto all'originale tanto che un "dragonfly", che sul sito può sembrare sul blu/rosa, all'arrivo a casa risulta più tendente al marrone, e non è poco. 
Li sta a noi fare una ricerca su www.ravelry.com e guardare le foto delle varie matasse in stash delle utenti in modo da farsi un'idea più reale del colore.

Voglio spendere due parole anche su ITO, un brand giapponese. I filati sono particolari, molto sottili, ma hanno davvero carattere. Seta, carta, ecc ITO propone prodotti che difficilmente si apprezzerebbero da soli ma usati per capi estivi o doppiati con altri tipi di filati, rendono molto in tutti i sensi. I prezzi sono convenienti e la qualità è davvero buona.
Qui sotto un mio progetto fatto con ITO (Kinu, Gima e KinGin) e BC Garn Tussah Tweed.


Se vi piacciono i filati un po' rustici Holst Garn fa per voi. Ottimi prezzi, alta resa, propone vari tipi di prodotti con cotone, lana e seta. Gamma colori molto ampia. Acquisto e spedizione direttamente dalla casa madre a prezzi contenuti.


Ultima e per ora mi fermo qui: Drops Design. Ha il grosso vantaggio di avere prezzi molto bassi. I filati sono standard: merino, merino-seta, alpaca, cotone, ecc . Su alcuni non posso dire ci sia una qualità eccelsa, non sono niente di speciale in realtà, altri invece sono buoni e molto apprezzati anche da chi è abituato a qualcosa di più.
Segnalo la Delight, la cotton-merino, la Flora e Alpaca.


Come si nota non ho citato marchi italiani. Filiamo per mezzo mondo ma quello che vendiamo non è niente di che. 
Posso però fare una nota positiva per i tintori autoctoni che acquistano (o addirituttura filano) il top o il filato neutro e poi si cimentano con pentoloni, erbe, tinture naturale e sintetiche, ecc. 
Ce ne sono molti, non farò l'elenco perchè non li ho provati tutti.
Si possono trovare in qualche fiera della manualità e degli hobby creativi tipo "abilmente" o in qualche manifestazione. Se vi capita di trovarne che espongono fermatevi e valutate i filati perchè ne vale veramente la pena.


E qui vi saluto, al prossimo aggiornamento!

martedì 26 settembre 2017

Maglia e logica - capire dove ti vuole portare un pattern - istruzioni per la comprensione



 Di norma si pensa che il lavoro a maglia sia una semplice esecuzione meccanica. C'è una "ricetta" (istruzione, schema o pattern) e l'esecutore presta solamente la sua manovalanza. 
C'è anche chi pensa che basti mettere su un po' di punti e si va avanti come viene viene. Questo era il modo di lavorare di mia mamma e, devo essere sincera, rapportato ad oggi lo trovo alquanto approssimativo.
La maglia è principalmente logica, ad ogni azione c'è un risultato, ma a volte "seguire lo schema" non basta.

Come in una ricetta di cucina, potete tenere al grammo tutte le dosi e il procedimento il più fedele possibile ma alla fine le brutte sorprese non mancano e vi ritrovate con un piatto insipido o troppo salato, una torta che non è dolce, troppo secca o troppo umida. Siete voi che dovete assaggiare, siete voi che per prima cosa dovete conoscere gli ingredienti e per seconda dovete capire da subito dove vuole portarvi la ricetta, perché se vi fa aggiungere burro al posto dell'olio o viceversa il motivo c'è e se voi per primi ne siete al corrente capirete anche da subito se quel tipo di scelta è coerente con il vostro piatto o se va modificata.
Questo perché la ricetta perfetta non esiste.

Anche il pattern del designer più figo della terra difficilmente va bene così com'è. A volte per la fretta di scriverlo ci sono degli errori, mancano delle parti, i tester non si accorgono o non ci sono addirittura tester e ancora: siamo noi ad essere "diversi" da quello che richiederebbe il modello.
Faccio l'esempio della giacca stile chanel. Questo è un modello talmente personale che un'istruzione standard non esiste. La scrivono si, l'hanno sicuramente scritta, ma dire che vesta tutte le taglie con lo stesso bel risultato è la bugia per eccellenza.
Ci sono fianchi diversi, seni diversi, altezze diverse, cose che rendono la Chanel un tipo di capo che deve per forza essere fatto "su misura".

E qui arriva il succo di tutta questa premessa.
Per poter lavorare bene su un pattern bisogna dapprima capire dove vi vuole portare.
I lavori a maglia bene o male hanno uno stesso svolgimento: avvio, lavoro, chiusura. Dentro però può esserci davvero di tutto.
è bene che prima di partire leggiate il pattern per intero, vi interroghiate sulle parti che non vi sono chiare, studiate ciò che non conoscete e vi domandiate perché ve lo fa fare.

perché mi fa partire con un avvio provvisorio?
probabilmente il bordo di avvio andrà cucito o ripreso alla fine.
Allora andate a guardare in fondo allo schema e verificate cosa vi farà fare a quell'avvio.

Dopo il bordo mi fa fare n giri a coste, perché?
Il bordo richiede una certa elasticità. Magari si tratta di un cappello, oppure il polsino di una manica, oppure è semplicemente decorativo.
Cosa mi devo chiedere?
  • mi piace il bordo a coste?
  • lo voglio magari cambiare da 2/2 a 1/1 perché mi piace di più?
  • non è che il mio filato poi molli troppo?
  • Magari non preferisco lavorarlo normale e poi piegarlo e riprenderlo dopo tot cm?
  • magari non preferirei un avvio tubolare?
Ecco già qui si vedono per una sola lavorazione almeno 5 domande. 

Ma è necessario farsele, può darsi che a fine lavoro quel bordo a coste non vi piaccia proprio, magari smolla e vi trovate con un capo di una taglia in più. Forse invece è proprio così che lo volete.

Domandatevi, domandatevi sempre tutto. Di designer da seguire alla lettera ne ho trovato uno solo nell'arco di 8 anni di lavoro a maglia... e comunque non c'è stato momento che non mi sia fatta delle domande sul quello che mi stava facendo fare.

Spesso è utile anche per capire se sia il caso di modificare le istruzioni in base alle vostre esigenze. 
Può essere che un giro vita troppo largo non vi stia bene e lo preferiate più stretto. In questo caso è un bene riuscire a capire dov'è che vi sta facendo diminuire in vita e in che modo, per non arrivare al capo finito con una brutta sorpresa.

Chiudo il post con un esempio di un mio disastro. Ho modificato il pattern, non ho quasi praticamente seguito quello originale tranne che per gli aumenti del busto. Ero stanca, volevo solo finire la maglia, ho pensato che l'autrice non poteva aver sbagliato più di tanto.
Vi lascio con una foto del risultato. Guardate la zona vita/busto e fatevi due risate: il modello ha dietro delle ali da angelo a trafori... ma a me le ali sono spuntate soprattutto di lato.

un abbraccio lanoso!!!


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